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Pedane vibranti: utilità e controindicazioni |
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I pro e i contro della vibrazione
Sempre più frequentemente ricevo mail in cui mi si chiedono informazioni
riguardo gli effetti dell’utilizzo delle pedane vibranti e, infatti, negli ultimi tempi si parla sempre più frequentemente
dei presunti effetti miracolosi della vibrazione.
Ho deciso di scrivere questo breve articolo, volutamente non tecnico, perché
ritengo sia doveroso spiegare alle persone che non si intendono di
riabilitazione o di scienza dell’esercizio cosa succede dal momento che si
effettua un trattamento allenante vibratorio.
Come spiegazione, non riporterò ovviamente la mia soggettiva opinione, ma ciò
che riporta la comunità medico-scientifica mondiale attraverso le principali e
più importanti pubblicazioni del settore.
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L ’omeopatia ha due secoli di vita ma ha già una lunga storia, una storia scandita da una serie di progressi che la "medicina dei simili" ha raggiunto nel diffondersi, con fervore missionario, in regioni ben lontane dalla sua terra d’origine: in India, negli Stati Uniti, in Francia, In Inghilterra, in Brasile, in Argentina, Messico, ecc.
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I trigger point sono disturbi molto conosciuti, ma da sempre tenuti
poco in considerazione non solo nelle lombalgie, ma in tutte le problematiche a
carico dei muscoli.
Essi, nel momento in cui si attivano ( o si irritano) determinano
rigidità muscolare e dolore, quest’ultimo di intensità variabile.
Le condizioni che provocano l’attivazione del trigger point possono
essere attribuite a traumi, dolori mestruali, dolori renali, disturbi
intestinali, movimenti improvvisi e scorretti, colpi di freddo, ecc.
Difficile è determinare qual è il trigger point attivo e qual è
l’elemento che l’ha irritato, in quanto molti di essi irradiano il dolore nella
medesima zona, quindi sono confondibili tra di loro.
La lombalgia scompare nel momento in cui i trigger point si disattivano
e ciò può avvenire in maniera autonoma oppure con l’aiuto di terapie
fisioterapiche o farmacologiche.
Se il fisioterapista o il medico è in grado di identificare subito il
trigger point responsabile, il disturbo scompare nell’arco di 2-3 giorni,
diversamente l’algia può durare per diverse settimane .
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Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento che consente di
realizzare spontanee modificazioni psico-fisiche inducendo alla calma e ad una
maggiore capacità di autodistensione.
Permette una pausa profilattica ed un rapido recupero di energie.
Il T.A. influenza positivamente varie funzioni dipendenti dal sistema nervoso
vegetativo quali la respirazione, la circolazione del sangue, il metabolismo.
Permette di attenuare lo stress, l’ansia e somatizzazioni.
Occorre sottolineare che ci si riferisce alla tecnica adottata dal suo
fondatore il Dr. Johannes Heinrich Schultz che la elaborò e la introdusse
circa 100 anni fa in Europa.
L’obiettivo di Schultz era quello di rendere il paziente autore del proprio
cambiamento e del proprio benessere.
Con il termine autogeno infatti si mette in risalto l’importanza e la capacità
per il praticante di provocare autonomamente (dopo un breve allenamento o
training) le modificazioni psichiche e somatiche necessarie alle proprie esigenze
personali.
Per mezzo del Training Autogeno si può raggiungere così una maggiore armonia
interiore affrontando al meglio le varie circostanze della vita.
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Definizione di osteopatia
Il termine osteopatia deriva dal greco oστέον (osteon) – osso , e πάθοσ (patos) - sofferenza, ma risulta particolarmente difficile fornirne una definizione sintetica, esaustiva e sopratutto univoca.
E' comunque utile sfatare l'erronea opinione che l'osteopatia coinvolga soltanto le ossa, essa al contrario lavora su tutte le strutture del corpo: articolazioni, legamenti, muscoli, tendini, tessuto connettivo, e anche sugli organi, sul cranio con tecniche non invasive ed appropriate.
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L'importanza di fare ginnastica |
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Il termine Ginnastica si presta a molteplici interpretazioni e di certo ci fa volare con la mente a "luoghi comuni" derivati da questo antichissimo termine.
Ad iniziare proprio dal greco Gymnos, subito si immagina la fiaccola impugnata dal tedoforo ed i giochi olimpici di Olimpia; oppure allo scandire degli: - hop, hop, hop - impartiti dal nostro professore di Educazione Fisica a scuola; o addirittura, alle parate degli anni '30 dove si raffigurava il simbolo della potenza fisica di una nazione.
Tutti "luoghi comuni" che tracciano un idea della Ginnastica improntata sulla fisicità, ovvero sulla concezione che la ginnastica sia un complesso di esercizi che metta in moto il nostro corpo fatto di ossa, tendini e muscoli.
Fare ginnastica significa invece fare movimento, cioè mettere in azione il nostro organismo; tale concetto non implica solo movimento fisico, ma anche educazione della mente.
L'essere umano è un'unità inscindibile ed ogni sua parte fisica, morale e intellettuale si integra.
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Cos’è il craniosacrale....
"Ogni cellula vivente di un organismo sano ha
un suo movimento ritmico che é fondamentale per la vita. L’insieme di questi
movimenti é stato chiamato Ritmo Cranio Sacrale..."
Che cos’è il Cranio Sacrale?
Innanzitutto Cranio-Sacrale é la denominazione
di un sistema fisiologico del nostro corpo .
Il sistema
cranio-sacrale prende nome dalle ossa che, insieme alle
vertebre, circondano il sistema nervoso, cioè le ossa del cranio e l’osso
sacro. Il cervello e il midollo spinale sono ricoperti da membrane protettive
che formano intorno ad essi una sorta di involucro unico, nel quale circola il liquido
cerebrospinale. Questo liquido viene prodotto e riassorbito
all’interno della scatola cranica creando un ritmo, (il ritmo Cranio
Sacrale), che si propaga in tutto il corpo come un movimento leggerissimo,
sia in corrispondenza delle varie ossa del cranio e lungo tutta la colonna
vertebrale fino all’osso sacro, sia nelle parti periferiche del corpo
attraverso la fascia connettivale.
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La propriocezione può essere avvicinata alla postura.
La postura è creduta in tutto il mondo come un’insieme di
ossa e muscoli regolata da determinati riflessi, la postura non è solo
l’insieme di tutte queste cose ma è un’esperienza polisensoriale, che forma
l’uomo in una essenza fisica ma anche emozionale.
Abbiamo quindi una parte sottocorticale, è la parte arcaica
dell’uomo che non ha coscienza e volontà ma è regolata automaticamente e
controlla i movimenti antigravitari e una parte emozionale controllata dal
talamo che controlla le emozioni più istintuali dell’uomo.
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