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Pedane vibranti: utilità e controindicazioni |
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I pro e i contro della vibrazione
Sempre più frequentemente ricevo mail in cui mi si chiedono informazioni
riguardo gli effetti dell’utilizzo delle pedane vibranti e, infatti, negli ultimi tempi si parla sempre più frequentemente
dei presunti effetti miracolosi della vibrazione.
Ho deciso di scrivere questo breve articolo, volutamente non tecnico, perché
ritengo sia doveroso spiegare alle persone che non si intendono di
riabilitazione o di scienza dell’esercizio cosa succede dal momento che si
effettua un trattamento allenante vibratorio.
Come spiegazione, non riporterò ovviamente la mia soggettiva opinione, ma ciò
che riporta la comunità medico-scientifica mondiale attraverso le principali e
più importanti pubblicazioni del settore.
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I trigger point sono disturbi molto conosciuti, ma da sempre tenuti
poco in considerazione non solo nelle lombalgie, ma in tutte le problematiche a
carico dei muscoli.
Essi, nel momento in cui si attivano ( o si irritano) determinano
rigidità muscolare e dolore, quest’ultimo di intensità variabile.
Le condizioni che provocano l’attivazione del trigger point possono
essere attribuite a traumi, dolori mestruali, dolori renali, disturbi
intestinali, movimenti improvvisi e scorretti, colpi di freddo, ecc.
Difficile è determinare qual è il trigger point attivo e qual è
l’elemento che l’ha irritato, in quanto molti di essi irradiano il dolore nella
medesima zona, quindi sono confondibili tra di loro.
La lombalgia scompare nel momento in cui i trigger point si disattivano
e ciò può avvenire in maniera autonoma oppure con l’aiuto di terapie
fisioterapiche o farmacologiche.
Se il fisioterapista o il medico è in grado di identificare subito il
trigger point responsabile, il disturbo scompare nell’arco di 2-3 giorni,
diversamente l’algia può durare per diverse settimane .
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Il metodo Bertelè è stato elaborato dalla Dottoressa Laura Bertelè, specialista in terapia fisica e riabilitazione motoria, psicologa, consulente sanitaria del Centro di Riabilitazione Gino Rigamonti, centro in cui collaborano più specialisti del movimento e della postura. E’ un metodo basato sui principi del metodo della fisioterapista francese Françoise Mézières di cui la Dottoressa Bertelè è stata allieva e collaboratrice per l’insegnamento del metodo in Italia e all’estero. Mézières ha osservato che nel corpo umano i muscoli formano delle unità funzionali chiamate catene muscolari: le catene muscolari sono 5 e sono formate da più muscoli concatenati fra loro che si comportano come se fossero un solo muscolo troppo corto e troppo forte. Queste catene sono 5 grossi “elastici” che ci schiacciano e ci deformano provocando dolore e limitazione nei movimenti.
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