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Propriocezione e postura PDF Stampa E-mail

La propriocezione può essere avvicinata alla postura.

La postura è creduta in tutto il mondo come un’insieme di ossa e muscoli regolata da determinati riflessi, la postura non è solo l’insieme di tutte queste cose ma è un’esperienza polisensoriale, che forma l’uomo in una essenza fisica ma anche emozionale.

Abbiamo quindi una parte sottocorticale, è la parte arcaica dell’uomo che non ha coscienza e volontà ma è regolata automaticamente e controlla i movimenti antigravitari e una parte emozionale controllata dal talamo che controlla le emozioni più istintuali dell’uomo.

Ad es se una persona è emotiva , questa sua sensazione si trasmette alla parte fisica modificando il suo posizionarsi nello spazio in base all’emozione che sta provando in quel determinato momento.

Con gli studi della neuroanatomia sappiamo perché questo avviene., i nuclei che controllano le emozioni e i nuclei sottocorticali sono in stretta vicinanza e i neurotrasmettitori in particolari situazioni emotive vanno ad eccitare i nuclei del sistema posturale sottocorticale.

Così si possono sentire le tensioni sul collo e in generale tensioni all’apparato muscolare.

L’uomo è fatto di globalità e insieme di equilibri che si interfacciano.

Ha dovuto sviluppare un sistema che si oppone alla gravità,e quindi la propriocezione.

 

Sistemi informativi

 

Il nostro corpo in movimento sfrutta le informazioni che provengono dal mondo esterno.

-Il sistema propriocettivo è come un’insieme di sentinelle distribuite nel nostro corpo dove in alcune zone sono molto più numerosi. Nei muscoli e articolazioni, pelle , tendini ecc.

Siamo esseri bipedi e quindi il primo compito dell’uomo è contrastare la gravità e stare in piedi. Tutti gli esseri viventi devono sottostare a questa legge.

Questi recettori inviano milioni di flussi informativi al sistema sottocorticale per informarlo della posizione del corpo nello spazio.

I recettori propriocettivi sono dotati di un calibro maggiore e quindi sono capaci di trasmettere le informazioni molto velocemente e permettono una regolazione fine.

-Il sistema visivo ci aiuta e ci serve come sistema di puntamento fissando delle piccoli immagini e aiutandoci ad orientarci e soprattutto ad agganciare queste immagini per potere gestire la verticale.

Se noi osserviamo atleti professionisti che svolgono il loro gesto atletico nell’apice della difficoltà del gesto, possiamo vedere come la loro testa rimane stabile e puntata sull’obiettivo che vogliono perseguire come ad es un compagno a cui passare la palla oppure la porta o una zona del campo che vogliono raggiungere.

Gli atleti che emergono hanno un sistema di controllo della verticalità più preciso.

-Il sistema vestibolare anche ci aiuta a gestire la verticalità, attraverso i sistemi semicircolari orientati in più direzioni nello spazio rilevano la nostra posizione ma in un modo più grossolano.

E’ un sistema più brusco e interviene in situazioni di forte instabilità ed emergenza.

 

L’uomo è passato dalla posizione quadrupedica a quella bipede, si può capire da questo come la base di appoggio si sia ridotta e come il nostro sistema propriocettivo si sia dovuto sviluppare per gestire la verticalità ed avere una stabilità che ci consenta di svolgere le nostre attività.

In alcune posizioni del passo siamo in equilibrio sulla punta del piede,possiamo immaginare la difficoltà di un gesto atletico in condizioni di squilibrio estremo con sviluppo della massima potenza.

L’uomo ha fatto questo per potere sviluppare la proprie manualità, infatti è l’unico animale che riesce a svolgere compiti ad alta precisione come ad es suonare uno strumento.

Per potere fare questo ha bisogno di una grande stabilità del resto del corpo e un sistema che gli consenta di metterlo in quiete ed usare e sfruttare così con disinvoltura la capacità fine delle mani.

 

La Francia è la culla della posturologia , grazie a loro abbiamo diversi studi con le pedane baropodometriche sull’equilibrio umano.

Un altro grosso aiuto ci viene dato da Meziere, che ha individuato delle catene di movimento che lavorano in globalità e sono regolate da precise e rigide leggi.

Come il metodo suchard fino ad arrivare all’attuale RPG

La dottoressa Beliere è quella che ha introdotto in Italia il metodo Meziere e che ha dato particolare importanza al lato più psicosomatico e a come infuisce la psiche sulla postura.

Il corpo come la nostra mente è dotato di una memoria, è quindi fondamentale importanza associare ad un’equilibrio posturale un equilibrio emozionale.

Dal punto di vista tecnico, la postura è la tenuta dei vari segmenti del corpo in opposizione alla forza di gravità. Dal latino Proprium, la propriocezione  significa ricezione di segnali propri che provengono da sensori situati nel corpo.

Il sistema funziona tramite l’afflusso di informazioni periferiche che attraverso il midollo arrivano al cervello in un sistema che definiamo sottocorticale di cui fa parte anche il cervelletto.

Da qui dopo una rielaborazione di tutti i segnali si ritorna ai muscoli antigravitazionali.

Senza queste informazioni propriocettive non siamo in grado di stare in piedi.

Le fibre che provengono dalla periferia hanno velocità diverse che variano a seconda del diametro (più grandi sono più sono veloci)… da qui la scoperta che il dolore corre su fibre di minor diametro e quindi più lente e non può interagire con il sistema propriocettivo in quanto il segnale una volta raggiunto il midollo e i nuclei della base non può ritornare ai muscoli in un tempo utile ad es per potere salvare una caviglia da una distorsione. In questo caso una volta che noi avvertiamo il dolore il danno è stato fatto.

Il tono posturale stesso è il risultato della somma delle informazioni e delle relative risposte che provengono dai recettori periferici, lui continua a lavorare senza il controllo della nostra coscienza, è quindi un sistema automatico.

 

Archeopropriocezione e Propriocezione

 

Nell’archeopropriocezione gli impulsi arrivano dai recettori periferici  a livello sottocorticale e quindi nella totale incoscienza, in automatico senza passare dalla corteccia.

La percezione e quindi il senso di sinestesia di movimento o di posizione di un’articolazione raggiunge la corteccia sotto il controllo della nostra coscienza.

Solamente un segnale su un milione raggiunge la corteccia , e questo ci dice quanto poco o niente centri la coscienza con la propriocezione..

 

 

Importanza di una postura corretta

 

Uno dei motivi è l’economicità del movimento, dal punto di vista meccanico si creeranno meno attriti, meno usura delle cartilagini.

Se l’archeoprop è fine, sarà più fine anche il movimento e il controllo delle articolazioni

In un’atleta ad es una archeopropriocezione  fine induce ad un grande risparmio energetico dato dalla precisione di movimento che non ha bisogno di faticosi aggiustamenti.

Con la delos è possibile misurare con precisione le capacità di gestione della verticalità del soggetto preso in esame e verificare eventuali anomalie.

 

 

DELOS

 

Questa tavola ha la capacità di darci tantissimi stimoli propriocettivi in pochissimo tempo grazie al tracking  visivo e cioè fissazione di piccoli oggetti nel video.

L’elevata instabilità che crea la tavola + il tracking visivo sono i responsabili dell’altissima frequenza di impulsi che si riescono ad ottenere in allenamento.

Inoltre è possibile fare diagnosi della qualità del nostro controllo della verticale oltre che scoprire che tipo di strategia adoperiamo per stare in piedi.

 Per maggiori informazioni sulla pedana DELOS www.delos-international.com