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| Riabilitazione sistema Stomatognatico nel contesto posturale |
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Autore Dr. Giuseppe Stefanelli Odontoiatra La conoscenza delle interpolazioni occlusione/postura sta portando l'odontoiatria ad una svolta importante nella diagnosi e nel trattamento delle disfunzioni del sistema stomatognatico. Dopo un periodo di incredulita' e di diffidenza si sta inevitabilmente passando ad una fase, piu' costruttiva, di ricerca e applicazione clinica, caratterizzata dal graduale abbandono di tecniche diagnostico-terapeutiche stereotipate miranti al raggiungimento di risultati ideali standardizzati, sostituite da un approccio valutativo integrato che tenga conto dell'assoluta individualita'del paziente.
I presupposti fondamentali di questa filosofia
sono essenzialmente due: Il rapporto forma-funzione, come interdipendenza tra struttura e sistema muscolo-fasciale, dove la struttura ha caratteristiche asimmetriche mentre il lavoro muscolare avviene nel rispetto della simmetria. Da cio'emerge che non dobbiamo ricercare una forma o un allineamento posturale ideale; il nostro obiettivo prioritario deve essere il "riequilibrio della funzione". Alla luce delle attuali conoscenze e' percio' indispensabile procedere ad una qualsiasi riabilitazione occlusale senza rispettare tali presupposti. Cio' comporta la necessita' da parte dell'odontoiatra, di affrontare uno sforzo culturale non indifferente per imparare a conoscere ed interpretare questo famigerato ma affascinante "Sistema Posturale"
Il Sistema Tonico Posturale
Gli altri ingressi recettoriali sono:
Tutte le informazioni arrivano al computer
cerebrale che le integra e le rimanda ai muscoli posturali, ma poiche' essi
stessi sono dei recettori siamo alla presenza di un sistema cibernetico
auto-regolato e auto-adattato.
I differenti recettori possono essere tutti
elementi che causano lo scompenso, ma essi possono anche adattarsi ad uno squilibrio
che proviene da un altro recettore; in particolar modo: L'adattamento del sistema stomatognatico sul piede e'stato dimostrato in modo sperimentale (Toubol, Perez, Guaglio); una modificazione dell'appoggio al suolo, modifica il ciclo masticatorio di un individuo; quindi cambia una funzione che nel tempo portera' anche a modifiche strutturali (dipende dalla cronicita' del problema, dall'eta', dal terreno costituzionale del paziente.)
Tutti i recettori si inter-adattano; essi possono
essere quindi sregolati in modo causativo, adattativo o misto; la componente
adattativa e' sovente reversibile in un primo tempo, in un secondo tempo il
sistema si fissa nelle sue compensazioni.
Tali muscoli sono organizzati in catene che convergano
tutte a livello dei cingoli scapolari e pelvico che si deformano, si torcono
sotto l'effetto delle sollecitazioni asimmetriche proteggendo cosi' la colonna
vertebrale.
Un importante sistema tampone lo ritroviamo anche
a livello del sistema cranio-mandibolare rappresentato dalle
"articolazioni temporo-mandibolari" che l'Osteopatia equipara a vere
e proprie suture messe a protezione del cranio. Non a caso sono le uniche
articolazioni del corpo ad essere dotate di una cartilagine totipotente in
grado di modificare progressivamente ma continuamente la morfologia condilare
per adattarsi alle fisiologiche modificazioni del tavolato occlusale oltre che
della postura cervicale. Con il progredire dell'eta' assistiamo infatti ad una
graduale accentuazione della cifosi dorsale e lordosi cervicale che porta ad
una postura avanzata della testa e allo scivolamento anteriore della mandibola
con un'abrasione e appianamento del piano occlusale, esattamente come avviene
per la volta plantare. Esattamente come la colonna vertebrale si torce, anche il tavolato occlusale si altera modificando tridimensionalmente le sue curve (di Spee e Wilson) seguendo le stesse spirali elicoidali che determinano, in fisiologia il movimento, ma in patologia le torsioni dismorfiche del corpo intero. Le curve di Spee e Wilson dell'arcata mandibolare non sono quindi altro che l'espressione dell'adattamento funzionale ad una struttura asimmetrica mascellare ad appartenenza cranica. Ecco allora comparire le curve accentuate con funzione di 2a classe su crani in estensione con endognazia mascellare; curve piatte con funzione di 3a classe su crani in flessione; oppure le curve asimmetriche con funzioni opposte su crani in torsione con laterodeviazioni mandibolari e cross-bite. E' a questo livello che noi dobbiamo evidentemente intervenire, ma non cercando di livellare le curve secondo valori di riferimento ideali validi solo per gli articolatori, ma prioritariamente attraverso un riequilibrio delle forze che agiscono sui denti, e cioe' sul sistema muscolo-fasciale per il ripristino di una funzione deglutitoria e masticatoria bilanciata, il che' sara' possibile se prima saranno stati individuati e corretti altri eventuali squilibri dei recettori del Sistema Posturale. Sappiamo infatti che una corretta funzione linguale dipende dalla posizione dell'osso ioide, vero e proprio"nodo cervicale anteriore", sede di passaggio di tutte le tensioni ascendenti e discendenti, a sua volta strettamente connessa alla disposizione delle curve vertebrali sul piano sagittale. E' impensabile rieducare la lingua in presenza, ad esempio, di un'iperlordosi cervicale causata da piedi piatti-valghi. Per quanto riguarda la funzione masticatoria, studi clinici e strumentali (Guaglio, Stefanelli) dimostrano che essa ha un ruolo reciprocamente compensatorio con un'altra funzione a schema incrociato; la deambulazione. Fisiologicamente si osserva come ad ogni tempo del cammino (4 tempi), il bacino si adatti ai cambiamenti degli arti inferiori e come la colonna vertebrale segua le torsioni del bacino portando anche il cingolo scapolare in rotazione opposta. La testa ruota e si inclina verso il braccio che avanza e la mandibola segue tale movimento cosi che oscilla verso destra nel passo portante sinistro e verso sinistra nel passo portante destro. E' da notare come nella fase d'appoggio unilaterale il bacino e la testa abbiano la stessa inclinazione e, conseguentemente, anche l'asse passante per le art. coxo-femorali e quello bicondilare mandibolare. Sperimentazioni eseguite su pedana stabilometrica statica e dinamica, mostrano come una masticazione monolaterale abituale porti ad una torsione corporea che va a scaricare un peso maggiore sull'arto controlaterale al lato masticante e come bilanciando la masticazione si equilibrino anche i carichi sui due piedi. Partendo da condizioni opposte, studiando in pratica soggetti con asimmetria nella lunghezza del passo, o con danno organico ad un arto inferiore, si e'visto come loro abbiano una torsione dell'asse posturale che si compensa in bocca sviluppando una masticazione da un solo lato: controlaterale all'arto portante. Si intende per arto portante, quello che nella fase di appoggio monopodale, e' gravato di tutto il peso del corpo, vale a dire quello che lavora di piu' in statica ma soprattutto in dinamica. In caso di danno anatomico ad un arto inferiore non sempre il concetto d'arto portante in statica e dinamica coincide poiche'un soggetto puo' utilizzare l'arto compromesso come un bastone su cui appoggiarsi meglio quando sta' fermo, ma mentre cammina sfruttare di piu' quello che si muove meglio. Da tutto cio' emerge la necessita' di una valutazione dinamica del paziente e la Kinesiologia Applicata ci offre una serie di tecniche atte ad evidenziare, e a trattare, disfunzioni latenti in statica, che si evidenziano solo in movimento o in condizioni di sopportazione di peso. Spesso, infatti, non e'sufficiente la sola correzione strutturale del problema, attraverso l'uso di plantari podalici, placche occlusali o lenti oculari, ma bisogna "insegnare" al corpo a codificare un nuovo engramma posturale, riorganizzarlo neurologicamente oltre che muscolarmente affinche' una "NUOVA FUNZIONE" possa riequilibrare la struttura patologica.
BIBLIOGRAFIA: Articolo estratto dal sito www.eurocclusionline.com |


