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Rigidita' fisiche e psicofisiche PDF Stampa E-mail

La sofferenza è l’inizio delle rigidità.

La rigidità amplifica le nostre sofferenze.

 

La rigidità è una difesa che il nostro sistema psico-corporeo attua sin dalla nascita per non sentire la sofferenza.

I muscoli, irrigidendosi, celano e trattengono la tensione ed il disagio sino a creare una vera e propria corazza che ostacola la percezione, altera il movimento e la postura, danneggia l’ apparato osteo-articolare e limita l’ espressione delle emozioni, ma soprattutto ci impedisce di sentire e vivere il piacere di stare nel proprio corpo.

Laboyer ha dimostrato come il bimbo, che cresce e vive per nove mesi in un ambiente caldo, protetto, simbiotico, dove ogni suo bisogno viene soddisfatto, passa poi da questo luogo alla vita esterna, in un mondo di luce, rumori e di distacco dalla mamma, dove prova paura, solitudine, ansia. L’unico sollievo che prova gli proviene dall’ irrigidimento muscolare, che diviene pian piano un sistema di “contrazione per non sentire” il dolore adottato in modo inconscio ad automatico cronicamente. La “Corazza muscolare”, che negli anni si viene a creare, da scudo di protezione diventa un peso che può causare patologie fisiche e psicologiche.

Berlin ha evidenziato nei propri studi di fisiologia come un aumento di tensione psichica provoca un eccesso di ioni di calcio, che a loro volta provocano ipertensione muscolare ed artrite.

Kraus, Tarchanoff e Veraguth verificarono che il potenziale energetico della cellula cambia a seconda delle sensazioni e delle emozioni piacevoli o spiacevoli.

Uno stato di tensione prolungato (stress) determina una diminuzione della carica energetica superficiale ed un aumento di tensioni interne che  influiscono sia sulla fisiologia (gastrite, colite, asma…) che nella struttura corporea-muscolare: un corpo rigido modifica la propria postura, perdendo flessibilità e sprecando più energia ed è un corpo dove la sofferenza viene amplificata e dove le patologie si manifestano con sintomi più forti.

Lowen, il fondatore della Bioenergetica, ha dimostrato come corpo e mente sono strettamente collegati ed interdipendenti e quindi un corpo rigido alimenta tensione nella mente e viceversa una mente tesa manda segnali d’allarme al corpo irrigidendolo.

Un corpo fluido ed elastico educa la mente all’elasticità ed all’adattamento e quindi il lavoro sul corpo, che porti consapevolezza, conoscenza e percezione, ammorbidisce le tensioni muscolari, attivando un percorso verso la salute, il benessere e l’armonia.

 

 

 

 

                                                                     Dott. Pinuccia Babbi