Pubblicita con Noi

Ruolo della visione nella postura PDF Stampa E-mail
Prima di comprendere la relazione tra l’occhio e la postura, definiamo che cosa significa quest’ultimo termine.
Si definisce postura la maniera di posizionare il proprio corpo nell’ambiente (DUCHEMIN 1995). È quindi grazie ad essa che noi siamo capaci di sederci,alzarci,mantenere l’equilibrio e controllare i nostri movimenti.


Effetto del sistema oculo-motore sulla postura
I muscoli degli occhi, del collo e di tutto l’apparato muscolare sono intimamente collegati (busquet, 1988). In effetti ogni volta che i globi oculari si muovono, le terminazioni anelliformi a spirale dei muscoli dell’occhio sono stimolati.

Esse danno l’ordine ai muscoli della nuca di contrarsi al fine di consentire alla testa di cambiare posizione per poter fissare l’oggetto di interesse.
A seguito di tale cambiamento posturale, i recettori articolati situati al livello del collo informano il vestibolo,l’apparato equilibratore che, a sua volta, inviera’ degli inpulsi in direzione dei nuclei vestibolari del bulbo rachidiano (rachideo).Infine, questi ultimi trasmetteranno degli inpulsi che permetteranno di regolare la tonicita’ dei muscoli erettori allo scopo di mantenere l’equilibrio nella posizione eretta.

Effetto della visione sulla postura
vediamo ora come la visione interviene nel mantenimento dell’equilibrio posturale. Per capire meglio l’importanza dell’ elemento visivo a livello della postura, e’ sufficiente sperimentare la seguente esperienza: provare a rimanere in piedi su una gamba a occhi chiusi.
La mancanza di informazioni della retina non consente al sistema di equilibrio (sistema vestibolare), di spostare l’asse del corpo sulla verticale mediana. Di conseguenza, il corpo non riesce a modificare l’insieme dei muscoli posturali in modo adeguato a correggere gli scarti rispetto alla verticale per mantenere o ristabilire l’equilibrio (gentax,1988).
Lo scopo principale della relazione postura-occhio e’ di assicurare un funzionamento binoculare ottimale della percezzione visiva. Cosi’ in caso di impegni visivi sostenuti e specifici, la postura gioca un ruolo di supporto dell’ottica, che consiste nel mantenere il corpo in una posizione tale da stimolare in modo equivalente le due retine. E’ la posizione canonica, in cui l’informazione visiva giunge in eguale quantita’ ai due occhi, poiche’ il corpo si trova al centro ed equilibrato tra le due parti dell’ impegno visuale (harmon, 1958).
La relazione tra postura e la visione e’ importante e l’una non puo’ prescindere dall’ altra. Infatti, nelle persone la cui postura presenta una certa rotazione del corpo, un occhio risulta avere una posizione piu’ favorevole rispetto all’ altro in quanto dispone di un piu’ ampio campo visivo. Utilizzando sempre più lo stesso occhio sarà disturbata la visione binoculare. Un occhio sara’ favorito ed il corpo tendera’ a rimanere in rotazione.

Conseguenze di una cattiva postura sulla visione
Teoria di forrest
Il dr. Forrest, nella sua ricerca di una nuova etilogia in grado di spiegare la comparsa dell’astigmatismo, ha proposto una teoria che mette in relazione i movimenti degli occhi con la testa in generale. Ci sono prima i movimenti degli occhi con la testa ferma, poi il movimento della testa sincronizzato con quelli degli occhi e infine la postura della testa mantenuta dal soggetto.
Dopo numerosi studi, le sue conclusioni dimostrano che dopo 4 mesi di movimenti oculari ripetuti nella stessa direzione, compare l’astigmatismo. Questo ultimo si sviluppa sullo stesso asse dei movimenti ripetuti.
Per esempio, quando la testa e’ mantenuta fissa e gli occhi fanno frequentemente dei movimenti orizzontali, l’astigmatismo formato sara’ a 180° mentre i movimenti costanti lungo la verticale implicano un astigmatismo di 90°.
Se la persona muove gli occhi lungo tutti gli assi, non vi sara’ alcuna comparsa di astigmatismo.

Conseguenze di una cattiva visione sulla postura
Secondo le osservazioni, oltre che le diverse ricerche basate sulla teoria della dinamica della visione, HARMON (l’autore che propose la distanza di lettura ottimale che porta il suo nome) nel 1958 constato’dei fatti interessanti circa la postura caratteristica riscontrata nei soggetti con problemi visivi. Infatti, egli osservo’ i seguenti fenomeni: i miopi guidano con il mento, gli ipermetropi attaccano con la fronte , gli astigmatici inclinano la testa, gli anisometropi hanno la tendenza a ruotare la testa, gli esoforici tendono a ruotare le scapole verso l’interno gli exoforici tendono a ruotare le scapole verso l’esterno.
Rendere flessibile visione e comportamento per poter facilmente assorbire senza danni strutturali lo stress visivo - cognitivo - prossimale.
Qualunque sistema se è irrigidito subisce lo stress deteriorando velocemente la sua efficienza.
L’abitudine a sottovalutare le strategie che l’organismo attua di fronte ad un problema visivo - cognitivo ci obbliga spesso a scoprire il problema solo dopo che si è instaurata una modifica della struttura.
Spesso un soggetto affaticato viene considerato solo se evidenzia un difetto di vista.
Se una postura scorretta viene mantenuta per periodi prolungati si hanno effetti sulla coordinazione binoculare,il rendimento accomodativo diventa diverso fra i due occhi,compaiono FORIE, si possono accentuare le anisometropie, si degrada l’equilibrio del sistema visivo

Biografia
Vittorio Roncagli: valutazione etrattamento dei disturbi visivi funzionali
Rivista italiana di optometria
Vittorio Roncagli, Fabio Scoppa, Rinaldo Spinozzi: regolazione della postura e funzione visiva
Hala Jarada, o.D. Katarina likavcanova,b.Sc.Ant
Forrest eb.: A new model of functional astigmatism.
Gentaxrl.: L'oeil postural.

Articolo estratto dal sito   www.aifimm.it